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500 Maestri D'Arte

Triannuario di Arte Contemporanea – Ars Magistris

Battesimo di Cristo di Joachim Patinir, a cura di Alessio Fucile Critico e Storico dell’arte

Dimaestro

Giu 15, 2021

Benvenuto per un nuovo viaggio alla scoperta dell’arte. Ti presento il «Battesimo di Cristo» di Joachim Patinir, del 1515, conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. 
Il fiume Giordano, località in cui avviene l’evento, serpeggia tra rive frastagliate e scogli, contenuto da sponde verdeggianti. Il grandioso percorso d’acqua è simbolo della vocazione del Battista, inviato a preparare la strada del Signore e a raddrizzare le sue vie. Giovanni «portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi». L’artista rende questa idea rappresentandolo vestito poveramente, alla maniera dei mendicanti.
Sul lato sinistro Giovanni predica alla folla e indica in lontananza la piccola figura di Gesù: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo». Alcune persone tra gli uditori si voltano nella direzione del Salvatore. 
In primo piano Gesù riceve il Battesimo dalle mani del Battista che versa l’acqua rimanendo in ginocchio, riconosce che gli sta davanti «colui a cui io non sono degno di portargli i sandali». L’atteggiamento reverenziale è inoltre correlato a Gesù in preghiera e manifesta il sublime momento che Luca esprime così: «Mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza di colomba e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”». Tutti dettagli rappresentati da Patinier. Il Padre appare fra le nuvole e invia lo Spirito Santo sotto forma di colomba e indicando Gesù fa udire: «Tu sei mio figlio prediletto». Questa frase si è fatta sentire e vale anche per te. Se non sei consapevole di questa verità finirai con l’essere sempre petulante e lamentoso. Ripeti spesso a te stesso: «Sono io il figlio amato! il figlio nel quale Dio si compiace, esisto non per caso ma perché sono un pensiero di Dio, il fatto che stamattina mi sia svegliato è prova che Dio mi guarda ancora, mi ama mentre dormivo». Nel momento in cui ti senti depresso, fragile, ripeti: «Io sono figlio amato del Padre». Sarà il tuo antidepressivo, stimolo per andare avanti, affrontare ogni prova e combattere un pericolo sempre all’erta: il pessimismo. Lo scoraggiamento è una delle tentazioni più subdole, gramigna che soffoca il bene. Abituati a smontare le montature pessimistiche che scopri in te stesso. In ogni cosa negativa c’è sempre un lato positivo su cui puoi costruire. Coglie il bene che c’è per valorizzarlo e lascia da parte il male su cui non puoi costruire nulla. Cerca il bello anche in ciò che appare meno bello. 
Nel dipinto vi è perfetta assialità lungo la linea centrale, a significare l’unità fra le tre persone divine. Gesù non aveva bisogno del Battesimo, tuttavia vuole sottomettersi, per essere pienamente solidale con l’uomo peccatore. Paolo al riguardo scrive: «Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore». Significa che Dio ha trattato Gesù come se fosse stato il più grande peccatore di questo mondo. Come se fosse il peccato in persona. E proprio per questo sulla croce Gesù ha pagato al posto di tutti gli uomini. «Il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti» affermava il profeta Isaia.
Ciò è evidenziato anche dal colore blu della veste che Gesù ha lasciato sulla riva. È il colore della divinità. Come ricorda ancora Paolo Gesù «pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce».
Straordinario è il paesaggio e la natura circostante che fa da sfondo al Battesimo. Degrada verso l’orizzonte e ricorda che qualcosa di nuovo sta avvenendo. Il sacrificio di Gesù, di cui il Battesimo è immagine, introduce nella vita divina. La vita terrena, fisica, è grande cosa, ma non è tutto, c’è qualcosa che trascende e contribuisce a dare senso all’esistenza terrena. Sei consapevole di questa grandezza a cui sei chiamato? Ci pensi qualche volta al grande tesoro che porti dentro?

Alessio Fucile Critico e Storico dell’arte

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