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Triannuario di Arte Contemporanea – Ars Magistris

Carmelo Fabio D’Antoni – La Verità, a cura di Alessio Fucile Critico e Storico dell’arte

Dimaestro

Giu 17, 2021

Benvenuto. Oggi con grande piacere ti presento l’opera di un giovane artista che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente, Carmelo Fabio D’Antoni. Si tratta de «La Verità», un olio su tela di iuta, del 2019. Per l’intensità dell’interpretazione che ha portato l’artista a realizzare quest’opera, si è deciso di inserirla, a pieno titolo, all’interno del progetto dal titolo «La XXI tela», omaggio al Sommo poeta Dante Alighieri.


Il D’Antoni si è ispirato alla nota vicenda narrata nel libro dell’Apocalisse di Giovanni apostolo. «Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli». L’opera rappresenta il momento in cui San Michele Arcangelo sconfigge il demonio e offre all’osservatore diverse chiavi di lettura. 
A capo degli angeli buoni vi è Michele. Il suo nome significa «chi è come Dio», e indica l’essenza stessa dell’angelo che lo porta. Michele è l’adoratore di Dio per eccellenza. Il suo programma è l’adorazione di Dio unico e l’obbedienza a lui. Il diavolo è l’esatto contrario di Michele, adora solo se stesso e avversa Dio. Per questo ha come nome «satana», che vuol dire l’avversario. Così la negazione di Dio e l’adorazione di Dio si scontrano nelle sfere celesti. 
In alto, sopra la testa aureolata dell’angelo, vi è uno spicchio di cielo, rappresenta il regno intelligibile e luminoso del Bene, così in contrapposizione ad esso, esiste il regno del male, richiamato dai colori scuri nella parte sottostante. Questo regno, però, non ha una sussistenza propria, perché solo il Bene sussiste. Il male esiste nella creazione di Dio solo come distruzione e rovesciamento dell’ordine del bene, come potenza all’origine buona, ma ribellatasi a Dio e alla sua gloria. Il regno del male non ha origine da Dio per creazione, perché solo il bene proviene da lui ma si innesta nella possibilità di un orientamento diverso da quello voluto da Dio. È l’orientamento che le creature stesse, dotate di autodecisione, si possono scegliere, andando contro quello della loro stessa natura. Spesso l’uomo sceglie liberamente e responsabilmente di andare contro il fine della sua natura, allontanandosi da Dio e determinando, a suo arbitrio, un altro fine in cui raggiungere la perfezione e la felicità. Ciò segna l’entrata del male nel concerto della creazione. Si presenta come distruzione dell’ordine creato da Dio, come negazione di Dio. 
L’enorme drago descritto da Giovanni è rappresentato da D’Antoni come un essere terrificante che richiama fattezze umane. Inoltre, nella descrizione giovannea, è rosso, perché straordinariamente rabbioso e violento, pieno di odio verso il Bene. Il rosso è richiamato in basso nella tela dalle fiamme di fuoco. I due uncini designano il suo potere d’inganno, vince con l’astuzia. Il drago è il serpente antico che tentò Eva e la vinse con l’astuzia delle sue parole. La Bibbia ci parla di lui come «La più astuta di tutte le bestie selvatiche». 
La lotta presentata dall’artista sulla tela interessa da vicino anche te. Il mistero del male si presenta tra gli uomini con le stesse caratteristiche di quanto avvenne in cielo. Dante in una terzina del canto IX della Divina Commedia, così scrive: «O voi ch’avete li’ ntelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde sotto ‘l velame de li versi strani». La ricerca della verità, quindi, contro la menzogna.

La luce che sconfigge le tenebre. L’eterna lotta tra bene e male. Il libero arbitrio, la costante scelta dell’uomo. Le azioni che scegli sono quelle che ti riconducono al bene o al male. Ma anche qui si pone il dilemma, perché quello che può sembrare bene, in realtà potrebbe essere male e quello che può sembrare male in realtà potrebbe essere bene. Quello che fa la differenza è l’intenzione. Cosa cerchi realmente. 
Ricordo ancora la meraviglia che ho provato davanti a quest’opera e soprattutto lo stupore nell’ascoltare che «La spada di luce è impugnata da un androgino “Lucifero” che lotta contro il vero male che si annida nel cuore dell’uomo». Allora ho compreso perché D’Antoni ha rappresentato il drago con le fattezze di un uomo. Ho sentito il peso della mia responsabilità nelle scelte della vita e anche il desiderio di affidarmi a Chi si prende cura di me e mi offre continuamente il suo aiuto. Grazie per la tua attenzione.

La luce che sconfigge le tenebre. L’eterna lotta tra bene e male. Il libero arbitrio, la costante scelta dell’uomo. Le azioni che scegli sono quelle che ti riconducono al bene o al male. Ma anche qui si pone il dilemma, perché quello che può sembrare bene, in realtà potrebbe essere male e quello che può sembrare male in realtà potrebbe essere bene. Quello che fa la differenza è l’intenzione. Cosa cerchi realmente. 
Ricordo ancora la meraviglia che ho provato davanti a quest’opera e soprattutto lo stupore nell’ascoltare che «La spada di luce è impugnata da un androgino “Lucifero” che lotta contro il vero male che si annida nel cuore dell’uomo». Allora ho compreso perché D’Antoni ha rappresentato il drago con le fattezze di un uomo. Ho sentito il peso della mia responsabilità nelle scelte della vita e anche il desiderio di affidarmi a Chi si prende cura di me e mi offre continuamente il suo aiuto. Grazie per la tua attenzione.

Alessio Fucile Critico e Storico dell’arte

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